Carlo Caretta 1920 – 1990

Carlo Caretta nasce nel 1920 a Oviglio, un piccolo paese tra Monferrato e Langhe, bagnato dal torrente Belbo e dominato dal castello reale di epoca medievale.
Il padre, Daniele, è insegnante di steno-dattilografia in un Istituto alessandrino e la madre, Adele Gorreta, si occupa della casa e dei figli, Carlo appunto, e Giuseppe.

Frequenta l’Istituto per geometri e si distingue nel disegno tecnico professionale: si appassiona all’aeromodellismo, progetta e costruisce aeromodelli, partecipando a varie manifestazioni e competizioni.

Nel 1953 ottiene la licenza sportiva della Federazione Aeronautica Internazionale. Il suo percorso umano e artistico è fortemente segnato dall’esperienza della guerra: l’8 settembre del ‘ 43 viene catturato, caricato su una tradotta e portato in Germania, nel campo di concentramento di Dachau, dove rimarrà prigioniero fino all’arrivo degli alleati nel ‘45.

A piedi riuscirà a tornare a casa, sostenuto da un carattere forte e da un grande amore per la vita. Gradualmente, verso la metà degli anni ‘70, la sua ricerca si concentra sulle linee, più definite e sinuose; fanno la loro comparsa elementi di tipo geometrico in equilibrio tra piani diversi e il colore si arricchisce di evidenti contrasti cromatici; la tecnica inoltre si impreziosisce di minuziosi elementi decorativi.

Negli anni ‘80 Carlo Caretta continua a lavorare ai suoi quadri con grande interesse per la sperimentazione e la ricerca, ma si allontana dal modo delle esposizioni.. lavora per sé, come diceva lui… Ed era questa la sua forza…

Muore nel 1990, dopo un anno di malattia, nella sua casa di Oviglio.

Lavori

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