Le Architetture dell’Assenza

Dal 12 al 29 aprile 2025
da martedì a domenica 10.30 – 12.30 / 15.00 – 18.00 chiuso lunedì

a cura di
Silvia Previti

in collaborazione con
SALCO Packaging Makers

Ingresso libero

Lo Spazio SV – Centro espositivo San Vidal è lieto di ospitare la mostra personale di Ilaria Bramezza dal titolo Le Architetture dell’Assenza, a cura di Silvia Previti.

Un percorso visivo e concettuale che esplora il tema della fragilità dell’abitare e il destino delle città contemporanee tra devastazione, trasformazione e memoria.

Attraverso un allestimento su due livelli, la mostra conduce il visitatore in un viaggio simbolico attraverso la costruzione e la dissoluzione dello spazio urbano.

Al pianoterra, un’esplosione cromatica richiama la tradizione delle piante architettoniche e urbane, sovvertendone il carattere statico: città ideali, utopie cartografiche che progressivamente si spengono nel nero, prefigurazione di un dramma imminente. Salendo al piano superiore, l’architettura si frammenta e si confonde con la rovina, evocando scenari di silenzio e assenza. Un dialogo visivo e concettuale con Le città invisibili di Italo Calvino, che si fa riflessione sulla memoria collettiva e sulla possibilità di resistenza estetica.

La mostra si inserisce nel dibattito contemporaneo sulle città come luoghi non solo fisici, ma narrativi e politici. Riprendendo le riflessioni sul concetto di domicidio, evocato da Pietrangelo Buttafuoco durante la presentazione della imminente 19° Mostra Internazionale di Architettura, Bramezza affronta il tema della distruzione sistematica delle abitazioni in zone di conflitto come Gaza e Ucraina, sollevando interrogativi sulla cancellazione della memoria urbana e sull’impossibilità di abitare il mondo.

Le Architetture dell’Assenza diventa così un appello alla responsabilità, alla memoria e alla resistenza culturale.

Biografia

Dopo la laurea in Economia Aziendale e un PhD in Olanda, Ilaria Bramezza si avvicina al mondo dell’arte attraverso la scoperta della pittura fiamminga e impressionista. Il suo percorso artistico prende avvio in Italia con un approccio autodidatta, fino a trovare una propria cifra espressiva nella tecnica del neo-puntinismo. La sua ricerca si è evoluta negli anni attraverso numerose mostre personali, tra cui Fuoco e Tempo (Ca’ dei Carraresi, Treviso, 2016) e una serie di esposizioni in spazi espositivi a Treviso, Trieste e Roma. Nel 2023, lo studio a Merano segna un nuovo capitolo del suo lavoro, culminato nella serie Verde e dintorni e nel progetto espositivo Le Architetture dell’Assenza, che rappresenta il suo lavoro più maturo e concettualmente articolato.